CONSIGLI

Tutti coloro che praticano abitualmente e da anni l’escursionismo, l’alpinismo, la corsa, la bicicletta da corsa o da montagna, non avranno nessun problema ad affrontare il lento sforzo del ”passo dopo passo”. Tutti gli altri - e sono la maggior parte - sono consigliati di iniziare una preparazione atletica preventiva, previa visita del medico sportivo, farcita di ripetute e semplici camminate.
Queste possono cominciare con brevi passeggiate in città e dovrebbero culminare con lunghe camminate in montagna.
Per quanto riguarda specificatamente l’allenamento bisognerebbe “uscire” almeno 2 volte la settimana percorrendo dai 5 ai 15 chilometri per volta. Ancora meglio se si riesce a camminare tutti i giorni, anche in città. Infatti camminare a passo svelto, per almeno 40 minuti, senza superare mai la propria soglia di fitness aiuta a bruciare i grassi in eccesso senza bruciare troppo gli zuccheri che invece vengono impiegati durante il la corsa o gli sforzi repentini ed eccessivi. In mancanza di altro è consigliabile salire e scendere, ogni giorno e ripetutamente le scale di casa. Questo permette di entrare in forma diminuendo leggermente il proprio peso corporeo. 
Nuoto, un po’ di corsa, stretching e yoga o ginnastica classica, sono discipline consigliate per integrare e bilanciare lo sviluppo muscolare delle gambe, sollecitato dalla deambulazione. Personalmente ottengo buoni risultati facendo determinate posizioni yoga (respirazione e allungamento muscolare) prima, durante una sosta, e dopo la camminata. Ciò contribuisce a mantenere equilibrato il tono muscolare evitando pericolosi crampi o indolenzimenti.

Durante un trekking nelle Alpi o in Appennino i problemi per l’escursionista, possono essere di vario genere:
di tipo muscolare – scottature dovute alla troppa insolazione – malessere per improvvisa mancanza di zuccheri.
Nel primo caso i fastidi muscolari sono spesso causati da lunghi tragitti affrontati senza la dovuta preparazione fisica o da problemi legati alla propria salute momentanea. 
Nella prima ipotesi é consigliabile assumere delle pillole (una ogni due ore) di “Arnica” omeopatica (Comp-Heel), utili a prevenire e lenire questi dolori (anche la pomata omonima può essere utile). Nella seconda ipotesi sarà bene farsi visitare dal primo medico disponibile.
Per quel che concerne invece le eventuali scottature è consigliabile viaggiare sempre con cappello, occhiali da sole e crema solare protettiva. Se questo non bastasse si deve disporre di una pomata specifica per lenire gli effetti della scottatura (Foille).
Nel terzo ed ultimo caso è sufficiente tenere sempre nello zaino della frutta, dei biscotti, una cioccolata, o comunque tutto quanto contenga zuccheri, utili per essere assunti velocemente e risolvere presto il problema. Dopo ciò, una sosta prolungata dovrebbe bastare a rimettere in forze chiunque sia in buona salute.

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L’alimentazione
E’ noto che la base di una buona forma fisica si fondi anche su un corretto regime dietetico e alimentare relativo sia al periodo di allenamento che al periodo specifico del trekking.
Un buon piatto di spaghetti al pomodoro o un insalata, della frutta fresca o, a scelta, del dolce e un buon caffè sono gli alimenti più indicati prima di iniziare una lunga escursione nel nostro paese. Da evitare assolutamente bolliti, umidi, fritti e tutto quanto risulti di difficile digestione. Sono invece da privilegiare alimenti a base di carboidrati e zuccheri, veri e propri carburanti naturali. Prima di affrontare un trek é consigliabile inserire nella dieta anche carne rossa o formaggi, utili a sorreggere l’organismo durante gli sforzi ripetuti e prolungati (da consumarsi solo a cena senza abbondare). 
Per quanto concerne i liquidi, conviene assumerne sia preventivamente che durante la gita, attraverso frutta e verdura fresche, per poterne usufruire durante tutto l’arco dell’escursione. Infatti, l’acqua assunta durante lo sforzo, mitiga meno la sete della frutta/verdura assunta prima dello sforzo. Comunque bere un po’ d’acqua ogni ora di cammino compensa, almeno in parte, quella persa a causa della sudorazione. Personalmente non mi trovo bene con i sali disciolti nell’acqua o con le bevande specifiche (reintegratori). Spesso fanno insorgere più sete di prima e producono acidità di stomaco. Al contrario, specialmente d’estate, due pillole di “Polase “ ingerite prima di partire, riescono e reintegrare con successo i sali persi durante lo sforzo dell’intera giornata, senza controindicazioni.
Infine, in situazioni di particolare stanchezza, un buon caffè o un tè nero possono servire a ritrovare tono e forza. L’alcool è sempre sconsigliato se non per qualche eccezionale e moderato brindisi serale. Bisogna tener presente il vecchio adagio toscano che recita: “non è il bere che fa male ma… il ribere”

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L’attrezzatura e l’abbigliamento
L’abbondante insolazione e l’escursione termica obbligano il viaggiatore a mettere in valigia indumenti estivi ed in parte invernali anche nelle stagioni meno fredde (primavera – estate – autunno). Oltre ad un robusto paio di moderne pedule da trekking con guaina in gore-tex, abbinate a calzini speciali antivescica, é consigliata una maglieria intima antisudore ed un pile antivento. Una giacca tecnica per tutte le evenienze con cappello e guanti di pile dovranno essere portati sempre con se ed in ogni stagione, all’interno di uno zaino di media grandezza, di buona qualità (I Ferrino restano i migliori). Anche un piccolo e leggero ombrello in lega d’alluminio può riparare bene da un improvviso piovasco. 
Gli occhiali da sole del tipo da alpinismo, bicicletta o sci, abbinati ad un cappello a larga falda dotato di sottogola e un grande fazzoletto alla cow boy, proteggeranno egregiamente dal sole,dal vento e dalla polvere.
Una pila frontale dell’ultima generazione (con i led), piccola e leggera, può essere sempre utile.
Un paio di bastoncini telescopici sono sempre consigliati in quanto hanno varie funzioni: 
per prima cosa, obbligano piacevolmente l’escursionista a fare un movimento più completo (gambe e braccia, muscoli dorsali e pettorali), poi aiutano in salita distribuendo meglio lo sforzo di gambe, braccia e dorso; infine, in discesa, evitano in parte che ginocchia e caviglie vengano gravati dal peso corporeo aumentato dallo zaino il quale - soprattutto in età più avanzata – può produrre dolorose artrosi e possibili artriti. Una buona borraccia conclude l’elenco degli attrezzi essenziali consigliati.
Per il resto si rimanda all’attrezzatura da trekking di uso personale e standard che ognuno sceglierà di portare a suo piacere.
Durante la traversata alpina si supera quota 2000 e quindi occorre mettere nello zaino un buon pile, una giacca tecnica, nonché cappello e guanti. Anche durante la traversata appenninica (daBolognaaFirenze), sebbene si superino di poco i 1000 metri di quota massima, occorre tener presente che in Appennino le condizioni del tempo possono variare velocemente. Temporali, tempeste di vento, grandinate e nevicate fuori stagione, sopravvengono perfino in piena estate. Quindi, anche per questa tratta, non è consigliabile trascurare l’abbigliamento che dovrà comunque prevedere gli stessi capi tecnici consigliati per la traversata alpina. 

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La fotografia
Attraversare Alpi ed Appennini senza portare la macchina fotografica sarebbe una mancanza imperdonabile.
Chiaramente, dipende che cosa si vuole fare del materiale prodotto.
Se si desidera solamente fissare dei ricordi visivi per farne un semplice album é sufficiente munirsi di una machina digitale senza nessuna pretesa, compatta e leggera.
Invece, se si vuole ottenere un reportage vero e proprio, per una successiva proiezione di diapositive fra amici, oppure si ha l’intenzione di costruire un’audiovisivo anche al computer, occorre dotarsi di una fotocamera professionale reflex (digitale o meno) con una serie di obbiettivi: il 24 mm - 35 mm - 55 macro - e 80/200 mm zoom - sono quelli consigliati.
Un cavalletto (anche del tipo mini) per fissare le tenue luci dell’alba e del tramonto, nonché gli stellati notturni, o le montagne illuminate dalla luna piena, é utile per avere immagini speciali ed indimenticabili. I filtri UV e polarizzatore sono consigliati.
Per le pellicole suggerisco quelle con sensibilità da 25 a 100 ASA, con particolare predilezione per il Velvia (50 ASA della Fuji). 



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